Milano, 30 Giugno 2016 – Martedì 21 e mercoledì 22 giugno, la SISAC, secondo il mandato ricevuto, ha convocato le OO.SS. della medicina generale e della pediatria di libera scelta per l’avvio delle trattative finalizzate al rinnovo degli Accordi collettivi nazionali di categoria e come primo tema ha posto in discussione la bozza tecnica elaborata dalle Regioni.
Nel prendere atto delle posizioni critiche, ma disponibili alla collaborazione per la piena condivisione del nuovo modello di assistenza territoriale, non posso fare a meno di rilevare la necessità di puntualizzare, per l’ennesima volta, alcune notizie infondate fornite agli organi di stampa al fine di evitarne, in questa delicata fase negoziale, un uso strumentale.
Nessuna Organizzazione sindacale ha partecipato alla stesura dell’atto di indirizzo elaborato dal Comitato da me presieduto.
Le dichiarazioni in merito del Ministro della Salute alla Camera dei Deputati, non possono che essere intese come una presa d’atto del Ministro della positiva valutazione espressa dalle sigle maggiormente rappresentative di settore sul documento integrativo all’atto di indirizzo deliberato dal Comitato di Settore. Tale documento, infatti, è stato inteso quale passo significativo di distensione e di apertura alle richiesta avanzate da tutte le rappresentanze di settore all’indomani della rottura delle trattative.
Quanto, poi, alla sostenuta illegittimità dell’atto di indirizzo, vale la pena evidenziare che tale considerazione è esclusiva prerogativa della Magistratura e che un simile giudizio, unilateralmente espresso, non può che restare confinato nelle libere e personali valutazioni.
Infine, per quanto attiene l’asserita impossibilità di pervenire consensualmente ed in via negoziata ad un accordo con le parti sindacali in assenza di integrazioni economiche, rinvio ad una lettura più attenta e puntuale delle determinazioni della Corte Costituzionale che non si è mai espressa in tal senso.
Spero che con tali precisazioni si ponga fine alla polemica e si torni ad un lavoro più proficuo per la difesa dei giusti interessi della categoria dei medici e dei pediatri convenzionati e, al tempo stesso, per lo sviluppo e l’ammodernamento dell’assistenza territoriale erogata dal SSN.