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L’Assessore lombardo della Lega Nord: “Dalle infrastrutture al lavoro, sino alla folle gestione dell’accoglienza. Domenica voltiamo pagina”.

Milano, 7 Giugno 2017 – “Domenica 11 Giugno i cittadini dell’est Ticino hanno la grande opportunità di voltare pagina e di riprendere un cammino di crescita interrotto cinque anni or sono”.
E’ quanto afferma Massimo Garavaglia, Assessore regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione della Lega Nord ed esponente di riferimento a livello territoriale per il Carroccio in relazione alle elezioni amministrative che coinvolgeranno i comuni di Legnano, Canegrate, Cuggiono, Magnago, San Giorgio Legnano, Abbiategrasso, Magenta, Pregnana Milanese e Vernate.
“E’ evidente – sottolinea Garavaglia – che in questo periodo i tre Comuni guida della zona Legnano, Abbiategrasso e Magenta hanno perso quella centralità e quella capacità attrattiva che sono essenziali per la crescita di tutto il territorio. Occorre ripartire innanzi tutto da qui”. Garavaglia pone l’accento in particolar modo su tre temi: le infrastrutture, lo sviluppo economico e, non meno importante la gestione della ‘questione profughi’.
INFRASTRUTTURE FERME AL PALO – “Sulle infrastrutture – ricorda l’Assessore lombardo dell’est Ticino – paghiamo i continui tentennamenti delle Amministrazioni di Abbiategrasso e Magenta rispetto al progetto della Vigevano Malpensa. Il completamento di quest’opera – ribadisce Garavaglia – è strategico per lo sviluppo del Magentino e Abbiatense, proprio in questi giorni il Presidente Roberto Maroni ha scritto a Roma per chiedere la convocazione della Conferenza dei Servizi, così da giungere finalmente alla partenza dei lavori dei lavori. E’ evidente, infatti, che senza collegamenti rapidi, difficilmente quest’area tornerà ad essere appetibile per chi intende fare impresa e, quindi, creare ricchezza sul territorio”. download
TAGLI AL SOCIALE – Garavaglia rimarca, inoltre, i pesanti tagli al Fondo per le Politiche sociali da parte del Governo: “Una riduzione del 70% che si traduce in altrettante minori risorse per la gestione dei Piani di zona, con la conseguenza di non poter garantire da parte dei Comuni risposte adeguate alle nostre famiglie in difficoltà. A tutto ciò si aggiunga, l’incapacità dei Comuni a garantire i servizi esistenti come nel caso della recente di chiusura della piscina di Abbiategrasso. Un vero e proprio capolavoro all’incontrario”.
QUESTIONE FRANCO TOSI – “Quanto all’Alto Milanese – aggiunge Garavaglia – è fondamentale rilanciare il tessuto meccanico e manifatturiero che è sempre stato l’asse portante di questa zona. Come Regione in questi anni abbiamo posto la massima attenzione sul futuro della Franco Tosi, mettendo a disposizione ancora di recente 2,2 milioni di euro per il mantenimento dello stabilimento a Legnano chiedendo un incontro urgente al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda”.
GESTIONE FOLLE DELL’ACCOGLIENZA – Da ultimo, Garavaglia torna sulla ‘questione profughi’ con il piano del Ministero dell’Interno che vorrebbe portare oltre 5 mila richiedenti asilo nei prossimi mesi nei Comuni dell’hinterland milanese. “Il progetto per l’accoglienza diffusa sul territorio dei richiedenti asilo è da considerarsi fallito in partenza, in considerazione del fatto che 58 Comuni dell’area metropolitana, quasi la metà, non hanno sottoscritto questo documento. Ciò detto – continua Garavaglia – è essenziale che le amministrazioni più importanti come Legnano, Abbiategrasso e Magenta, prendano posizione in modo chiaro sulla questione, così da evitare situazioni come quella della Casa Vincenziana di Magenta, con gli enormi costi sociali che questo modello sbagliato d’accoglienza ha per le nostre comunità. Naturalmente, resta la facoltà, per chi è favorevole, di accogliere queste persone direttamente a casa propria”.
‘MANDIAMOLI A CASA’ – “Purtroppo – conclude l’Assessore regionale della Lega Nord – noto che si persevera con questo atteggiamento irresponsabile, vedi l’Amministrazione di Abbiategrasso che ha di recente dato la sua disponibilità ad accogliere 90 migranti, il che significa di fatto metterne in conto almeno quattro volte tanto, vista la volontà di concedere loro la residenza e, quindi, così facendo aprire le porte ai ricongiungimenti famigliari. Un’autentica follia visti i tagli del 70% al fondo per le politiche sociali che servono proprio per questo. Un motivo in più per mandarli a casa tutti il prossimo 11 Giugno” conclude Garavaglia.