Milano, 9 ottobre 2013 - “Più passano le ore e più emerge lampante che il Governo è nell’angolo e non sa cosa fare. Perché per rispettare il diktat europeo sul rispetto del tetto del deficit al 3%  deve fare una manovra, ipotesi che per mesi era stata smentita dal Governo stesso, ma trovare 1,5 miliardi attraverso i tagli alla spesa, ad ottobre, quando quasi tutti i capitoli sono ormai a zero, rasenta l’impossibile. Quindi dovranno aumentate le imposte e la via più semplice sarebbe quella già ipotizzata di aumentare le accise sulla benzina e gli acconti al 103% , ma chiaramente questo comporta molti mal di pancia.Per questo il Governo è nell’angolo, perché i tagli sono impossibili da fare, mentre gli aumenti, quelli sì semplici e fattibili, sono indigeribili.
Adesso aspettiamo di capire quale invenzione produrranno da qui a qualche ora. Ma comunque i problemi restano sul tavolo, perché l’Iva si è ridotta di oltre 5 punti per colpa di politiche recessive, mentre l’Ires, l’imposta sulle imprese, è aumentata di sette punti e mezzo, ovvero più di un miliardo e 300 milioni.
Ormai è evidente che la crisi si sta avvitando e che il baraccone pubblico vive grazie alle tasse pagate dal settore privato: a questo punto l’unica soluzione possibile è quella di un contratto di solidarietà per il settore pubblico!”.

Lo dichiara il responsabile Economia e Finanze della Lega Nord, Massimo Garavaglia.