19264425_781164955389311_8012507051835783058_o

‘NO SENSO NORME STATALI BLOCCO INVESTIMENTI ENTI LOCALI, MA NOI CRESCIAMO’
Milano, 20 giugno 2017 –  ”Nel 2015 Regione Lombardia per sopperire al vincolo dell’indebitamento imposto a livello statale ha autorizzato debito per 777 milioni, così da garantire oltre 1,1 miliardi di investimenti nel triennio 2016/2018. Siamo stati previdenti e con un’operazione di creatività finanziaria siamo riusciti a garantire sviluppo e crescita alla Lombardia. Quello che ci preoccupa però è che da quest’anno questo blocco totale vale anche per i Comuni. E’ una regola demenziale con la quale dobbiamo fare i conti ma che soprattutto non porta da nessuna parte e strutturalmente blocca gli investimenti”. Lo ha detto l’assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia Massimo Garavaglia intervenuto questa mattina agli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo.

PIU’ 247 MILIONI DI INVESTIMENTI PER UNA CRESCITA ‘SFACCIATA’ -”Nonostante questo contesto socio economico critico – ha detto Garavaglia – con l’assestamento di bilancio abbiamo fatto un ulteriore balzo in avanti. Vogliamo infatti che i timidi segnali di ripresa che s’intravedano a livello nazionale si trasformino in qualcosa di più: vogliamo che in Lombardia questa crescita diventi ‘sfacciata’. Facciamo segnare così più 247 milioni di euro d’investimenti per creare sviluppo e posti di lavoro”.

NOSTRA RICETTA CHE FUNZIONA – “Siamo a + 80% di investimenti sul 2016 facendo zero debito. La nostra è la ricetta che funziona – ha sottolineato l’Assessore lombardo – visto che noi cresciamo, mentre lo Stato centrale riduce gli investimenti (-5%) e fa segnare ogni mese un nuovo record per il debito pubblico”.

PROVINCE IN DISSESTO – “L’altro grande tema che dobbiamo affrontare a livello istituzionale – ha detto Garavaglia – riguarda il dissesto delle Province. Di fatto, il Governo e il Parlamento hanno deciso di non occuparsi più di strade e scuole. E’ una situazione paradossale di cui ci stiamo facendo carico per evitare il più possibile disagi per i cittadini”.

CI FACCIAMO CARICO DI QUASI 1.600 KM DI STRADE – “Non a caso di recente – ha rimarcato il responsabile economico di Palazzo Lombardia – ANAS e Regione Lombardia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per tentare di risolvere questo problema drammatico. La nostra regione Lombardia si accolla 1.590 km di strade provinciali da gestire. E’ chiaro però che non possiamo mettere sempre una toppa ai buchi fatti da altri” ha denunciato Garavaglia.

BLOCCO DEL TPL – “Dal primo di agosto – ha ricordato l’Assessore all’Economia – vengono chiuse anche le erogazioni al Trasporto Pubblico Locale. Non solo il Governo, infatti, con una scelta che ci ha lasciato basiti, ha tagliato 70 milioni di euro. Adesso, infatti, nel decreto enti locali è stata inserita una nuova norma capestro che non consente di erogare 20% del TPL: piove sul bagnato”.

PRIMO CASO IN ITALIA DI DOMICILIAZIONE D’IMPOSTA – “Malgrado queste difficoltà di sistema – ha proseguito Garavaglia – Regione Lombardia è sempre più virtuosa e si conferma apripista anche per quanto riguarda misure innovative come la domiciliazione bancaria del bollo auto. E’ questo, infatti, il primo caso in Italia di domiciliazione di una imposta”

DAI NOI LA P.A. COSTA MENO CHE IN GERMANIA – “Abbiamo, inoltre – ha evidenziato l’Assessore lombardo – un record a livello europeo per quanto riguarda i costi della pubblica amministrazione. Dai noi, infatti, il rapporto popolazione/dipendenti pubblici è al 4,02%. Facciamo meglio della tanto declamata Germania. In Regione Lombardia lo Stato per fare lo Stato costa 2.447 euro, contro la media italiana di 3.658 euro. Abbiamo costi bassi e ottimi servizi. Se anche le altre Regioni mantenessero questi standard potremmo risparmiare 60 miliardi di euro. Significherebbe tappare il buco entrate/uscite e azzerare l’Irap per sempre”.

SIAMO GIA’ SPECIALI – “Il modello da seguire c’è – ha concluso Garavaglia – è appunto quello di Lombardia Speciale. Siamo già speciali aspettiamo solo il bollino che ci arriverà con il referendum del prossimo 22 ottobre e con quel po’ di autonomia in più che legittimamente rivendichiamo”.(Lnews)