Garavaglia

Il coordinatore degli Assessori al Bilancio della Conferenza delle Regioni sottolinea:  “Alle Regioni dovrebbero essere riconosciuti 400 milioni di euro per gli investimenti, al pari di quanto è stato fatto nel 2017. Irragionevole la scadenza del 30 aprile per i tagli”

ROMA, 7 NOVEMBRE  - “Il problema del debito non e’ in capo alle regioni e agli enti locali. Le prime, e’ bene ricordarlo, mettono 13 miliardi nella manovra, ma nel triennio si arriva a 40″. Lo ha sottolineato nel corso dell’audizione odierna nelle Commissioni Bilancio di Camera e Senato il coordinatore degli assessori al Bilancio della Conferenza delle Regioni Massimo Garavaglia. ”Oggi la situazione per le Regioni, e quindi a cascata per comuni e province, evidenzia – ha aggiunto l’assessore lombardo – che per il 2018 si preveda un avanzo di 2,2 miliardi, e cio’ conferma che questi enti sono a pareggio di bilancio, cosa che accade gia’ dal 2015, riuscendo addirittura a fare avanzo”.

L’assessore lombardo si è poi soffermato sull’incremento del Fondo Sanitario che ad oggi non è sufficiente a coprire i rinnovi contrattuali in assenza di ulteriori stanziamenti. Il coordinatore degli  assessori al Bilancio della Conferenza delle Regioni, nel corso di un’audizione sulla legge di bilancio in Senato, ha anche sottolineato  ”criticità nell’applicazione dei nuovi Lea a pieno regime nel 2018″. “Sul Fondo disabili la situazione e’ imbarazzante: prima era di competenza provinciale, poi sono subentrate le Regioni. In tutto il finanziamento era pari a 75 milioni, il governo ne ha cifrato 112 ma nella realta’ delle cose ne sono stati spesi 140. Risultato: per i disabili nella Manovra del governo non c’e’ nulla e non credo che siano tutti guariti” ha proseguito l’esponente della Conferenza delle Regioni. Sul fondo sanitario nazionale il governo ha erogato nella Manovra 113,4 mld, “quindi si riduce di 500 mln rispetto al passato. Si comprime cosi’ la soglia non solo simbolica ma oggettiva di tenuta del sistema del 6,5% del Pil, e ci avviciniamo drammaticamente al modello ‘Grecia’ ” ha poi sottolineato Garavaglia.

“E pensare che secondo Bloomberg la sanita’ italiana e’ prima al mondo per livello di efficienza, ma ciò – ha concluso – soprattutto per merito delle Regioni”.   L’assessore lombardo ha poi chiesto un riconoscimento di almeno 400 milioni per gli investimenti a favore delle Regioni, come è stato fatto lo scorso anno, a decorrere dal 2018.  Le Regioni hanno chiesto anche la rimodulazione dello stanziamento sull’edilizia sanitaria per 150 milioni, in relazione all’allungamento delle procedure previste dal nuovo codice degli appalti, e l’utilizzo per almeno 178 milioni del fondo esigenze indifferibili dal 2018 nella considerazione che siano considerate ‘esigenze indifferibili’ le politiche sociali e dell’istruzione.  Infine, Garavaglia ha evidenziato  come la scadenza del 30 aprile per le Regioni per il riparto del taglio da 300 milioni previsto in manovra “e’ incompatibile con la possibilità di dare maggiori spazi finanziari agli enti locali del proprio territorio per investimenti attraverso le intese regionali con gli enti locali il cui iter ha inizio il 15 gennaio”. “Si crea così l’impossibilità di programmazione finanziaria per un quadrimestre”. Le Regioni chiedono quindi di armonizzare la scadenza per il riparto del taglio al 31 gennaio”. Il termine di definire i tagli entro il 30 aprile, ha concluso Garavaglia “è irragionevole senza contare che ciò inficia gli esiti delle intese regionali sul territorio e ogni programmazione di spesa nel bilancio di previsione”.

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